Metodologia e fonti
I documenti che riceverai contengono dati astronomici veri e alcune figure calcolate da noi. Questa pagina spiega, in italiano e senza formule, da dove arrivano quei numeri, come li otteniamo e dove si fermano. La pubblichiamo perché un regalo che si presenta come verificabile deve poter essere verificato anche nel metodo.
Trovare la stella con sigla di catalogo o coordinate
- Apri il dossier e copia l’identificativo del catalogo astronomico, non il nome della dedica o il codice privato di verifica. Tieni accanto la data del documento per confrontare i dati.
- Cerca l’identificativo in SIMBAD. Controlla insieme sigle e coordinate: un risultato vicino non basta a dimostrare la corrispondenza.
- Per la ricerca per coordinate conserva segni, unità e sistema di riferimento. SIMBAD accetta valori sessagesimali o decimali: non trasformare implicitamente le ore in gradi.
Verificare il catalogo non garantisce la visibilità a occhio nudo. Il nostro tool gratuito ricostruisce il cielo sopra un orizzonte ideale; il dossier della dedica descrive la regione attorno alla stella assegnata. Scegli il tool per una data e il dossier per quella stella.
01
Da dove vengono i dati della stella
Sigla di catalogo, coordinate, luminosità apparente, tipo spettrale e parallasse arrivano da SIMBAD, l'archivio astronomico del Centre de Données astronomiques di Strasburgo, distribuito con licenza ODbL 1.0. È una fonte astronomica pubblica e consultabile. Il catalogo viene importato in anticipo e conservato: mentre configuri o paghi la dedica non interroghiamo servizi esterni.
Quando i documenti vengono emessi, i dati consultati per la stella vengono congelati in una copia che non viene più riscritta. Se l'archivio aggiornasse un valore, i documenti continuerebbero a riportare il dato usato al momento dell'emissione, insieme alla data di consultazione. In questo modo il risultato resta ricostruibile.
02
Quando pubblichiamo una distanza
La distanza di una stella non si misura con un metro: si ricava dalla parallasse, il minuscolo spostamento apparente che la stella sembra fare mentre la Terra gira intorno al Sole. Più la stella è lontana, più quello spostamento è piccolo — e più il numero che ne esce è incerto.
Per questo pubblichiamo la distanza soltanto quando la parallasse è positiva e la sua incertezza resta sotto un quinto del valore misurato. Quando la condizione non è soddisfatta scriviamo che il dato non è disponibile con sufficiente affidabilità: preferiamo una riga onesta a un numero che fa scena e non regge.
03
Gli orari e le tavole
Gli orari in cui la stella sorge, raggiunge il punto più alto e tramonta, le fasce di visibilità e il percorso sopra l'orizzonte nascono da due soli ingredienti: le coordinate della tua stella e la località che hai indicato. Il resto è geometria classica della sfera celeste — il passaggio al punto più alto si ricava dal tempo siderale, gli altri istanti dall'angolo orario.
Quello che il calcolo non fa lo diciamo: non tiene conto della rifrazione atmosferica né delle correzioni di lunghissimo periodo. La rifrazione e l'orizzonte vero che hai davanti — colline, palazzi, foschia — spostano sorgere e tramonto di qualche minuto. Per questo gli orari sono indicativi e li presentiamo come tali: servono a sapere quando affacciarsi, non a regolare un cronometro.
Ogni istante viene calcolato in tempo universale e convertito nell'orologio locale solo alla fine, nel fuso della località scelta. È l'unico modo perché l'ora legale risulti giusta per la data stampata e non per il giorno in cui il documento è stato generato. Quando il fuso orario non è determinabile con certezza, gli orari non vengono stampati affatto.
04
Le fotografie DSS2
Le immagini emozionali, i formati social e la fotografia interna al dossier usano pixel astronomici reali del survey DSS2, distribuito dal Centre de Données astronomiques di Strasburgo. Per ogni ordine il ritaglio della regione attorno alla stella viene verificato, congelato con la sua impronta SHA-256 e poi riutilizzato in modo deterministico nei diversi formati.
Per «Il cielo di una data» partiamo invece da una copia verificata e congelata del mosaico globale DSS2. Data, località, fuso e ora determinano la trasformazione dalle coordinate celesti al cielo sopra un orizzonte ideale. Luna, pianeti, meteo, rilievi ed edifici non vengono simulati: il risultato è una ricostruzione fotografica da survey, non uno scatto effettuato quella sera.
Credito, provenienza, licenza e impronta accompagnano la fotografia nei metadati e nell'interfaccia. Se la sorgente congelata manca o non supera il controllo d'integrità, la generazione viene ritentata e non produce placeholder né immagini sintetiche.
05
Che cosa questi documenti non dicono
La dedica ha valore simbolico e commemorativo. Il nome che scegli è conservato nel Registro Privato A Star For You e non sostituisce l'identificativo con cui gli archivi astronomici indicano la stella; non trasferisce alcuna proprietà e non modifica la denominazione scientifica dell'oggetto celeste.
Le indicazioni di osservazione sono orientative. La possibilità di vedere la stella dipende da meteo, luci della città, stagione, strumenti e orizzonte libero: non possiamo garantire che sia osservabile in un momento o da un luogo preciso.
Infine, il perimetro: questi documenti raccontano una stella e una dedica. Non sono una pubblicazione scientifica, non sono un atto legale e non attestano nulla al di fuori del Registro Privato A Star For You.
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Il cielo di una data
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